Il Presepe Vivente di Volterrano: come
e perché
La storia del Presepe
Vivente
inizia nel 1980.La parrocchia di Ronti mise in piedi – è
il caso di dirlo – un piccolo Presepe vivente dentro la chiesa,
la cui rappresentazione era limitata alla sola notte di Natale, che fu
però ripetuta nei successivi quattro anni.Per il Natale del 1985
Don Giuseppe Tanzi pensò di organizzare con le sue parrocchie di
Ronti, Volterrano e San Martin Pereto un nuovo Presepe Vivente da realizzare,
questa volta, nella grande chiesa di Volterrano.
Vi
parteciparono attivamente
la tre comunità parrocchiali e, pur senza aver pubblicizzato l’iniziativa,
questa ottenne ugualmente un notevole successo in tutta la vallata del
Nestore. Negli anni successivi, il Presepe venne ampliato e allestito
con molta più cura nel paese di Volterrano: nelle cantine, nei
fondi delle case, vennero ambientate le botteghe degli artigiani (fabbri,
falegnami, scalpellini, mugnai); le lavandaie e i pescatori presso le
acque gelide del vicino torrente e qua e là stanchi pastori a guardia
di piccoli greggi. La capanna della Natività fu invece collocata
all’interno della chiesa L’eco di questa iniziativa raggiunse
tutta l’Alta Valle del Tevere, le località della bassa Romagna
e della vicina provincia di Arezzo, tanto da rendere indispensabile il
progressivo trasferimento del Presepe Vivente dal paese di Volterrano
al vicino bosco, sfruttando così uno scenario naturale che egregiamente
si prestava allo scopo.
Venne
poi continuamente ampliato per poter offrire allo sguardo degli
ormai numerosissimi visitatori quel bellissimo scenario che si estende
oggi su una superficie di oltre 20.000 mq. Impegno preciso della Pro-Loco
di Volterrano, che ogni anno allestisce il Presepe Vivente, è sempre
stato quello di curare la perfetta ambientazione, l’esattezza storica
dei costumi, la cui realizzazione fu per questo motivo affidata a Giancarlo
Colis, costumista e scenografo di fama internazionale.
Un
lavoro intenso, un impegno preciso
che dura ormai da anni; mesi di faticoso lavoro, di continua ricerca,
uno sforzo economico comprensibilmente oneroso e gravoso che coinvolge
per ogni edizione, circa 100 figuranti e altrettante persone per servizi
logistici: tutto questo è il Presepe Vivente di Volterrano che
ogni anno si rinnova per creare sempre immagini suggestive e magiche emozioni.
Emozioni e suggestioni che visitatori, provenienti da ogni parte, provano
percorrendo le tortuose stradicciole segnate da fuochi e capanne dove
rivivono le genti palestinesi di 2.000 anni fa, nei loro tipici costumi,
con le loro tradizioni
Il
visitatore è così immerso nella realtà di
Betlemme, mentre attraversa i ponticelli di legno gettati su un rumoroso
ruscello e percorre strade che costeggiano radure e poderose mura, mentre
lassù in alto, una luminosissima stella annuncia che lì,
in quella capanna, fra il bue e l’asinello, è nato il Salvatore
degli uomini.
FINALITÀ
La Pro-Loco di
Volterrano
nell’edizione 1991-1992 volle dare un motto
a questa rappresentazione, perché i visitatori, oltre che rimanere
ammirati e soddisfatti, ne ricavassero un messaggio umano e cristiano:
“Ogni uomo è mio fratello”. Il Presepe Vivente deve
costituire anche e, soprattutto, il mezzo per promuovere la fratellanza,
la solidarietà, il volontariato a favore dei più deboli,
degli emarginati, di tutti coloro che soffrono. Fratellanza e solidarietà,
per non essere parole vuote, devono esprimersi in gesti concreti e reali.
Per questo motivo, partecipano al Presepe Vivente due Associazioni: “AVIS”
e “NOI DI USERNA”.
L’AVIS
(Associazione Volontari Italiani del Sangue) è un Ente che opera
oggi a livello europeo, che rifuggendo qualsiasi finalità di lucro,
in maniera apartitica e aconfessionale, promuove, organizza e coordina
la donazione volontaria del sangue.“NOI
DI USERNA” è un gruppo di volontari, uomini e donne, che
si dedicano ai ragazzi handicappati per inserirli nella vita sociale e
civile.
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